Sotto la superficie visibile, c’è un reticolo luminoso.
É una rete capillare e salda, onnipresente. É la regola naturale che armonizza le cose della Terra, disciplina le stagioni, accorda i moti delle stelle con il sorgere di ogni nuova alba.
Non si impone all’attenzione, non strepita. Eppure attraversa tutto. La troviamo ogni volta che ci fermiamo ad ascoltarla. É nel cinguettio degli uccelli che si armonizza al fruscio del vento. É nella miriade di cellule che vivono in noi e creano l’unità del nostro corpo. É la regola universale che fa confluire le parti nell’Uno.
É una trama segreta che ci sostiene. É il tessuto del Tutto su cui è ricamato il nostro “io”, il nostro “adesso”.
Nei momenti di cambiamento, nel volgere delle stagioni (della Terra e della Vita), negli istanti di presenza… come per incanto appare. Di colpo scopriamo di saperla vedere e riconoscere, anche solo per pochi momenti. Basta un istante di questo contatto a restituirci un po’ di speranza, a riportare un raggio di luce nei nostri pensieri. A ricordarci che, anche senza saperlo, siamo parte di una danza grande e bellissima, insieme a tutto il resto della vita.
Il Drago chiama il reticolo delle energie “l’anima del mondo”.
--Parti del testo sono in italiano, altre in lingua antica, ma gran parte del canto è in lingua Maa (Masai). Nel testo ho riportato le parole italiane da cui nasce la canzone.--
…e poi quanto colore dalle ombre
Quanta bellezza dove non sapevo
Giorni strani, così diversi
Quanto mistero nelle vie del cuore
…e poi quanta stupida speranza
Sentire di sorridere senza volere
Lasciarmi attraversare dalla forza
Di un’alba ancora dopo il buio
…e poi quanta stupida allegria
Sentirmi ridere senza volere
Ma come fa la vita a continuare?
Quanto mistero nelle vie del cuore
…e poi quando ho creduto di morire
Ho incominciato a vivere
…e poi anche senza volere
Ho ripreso a vivere
L’anima del mondo
Inesorabile mi chiama
Il canto della vita
Eterno prima e dopo me
L’anima del mondo
In ogni battito del cuore
Il canto della vita
Continuerà dopo di me

