Ogni traccia ha una sua storia, ma ecco a grandi linee i passaggi tecnici che portano alla nascita di un Canto del Drago: dall’idea al tasto “play”.

Step 1 – Registrazioni & DAW

Inizio l’elaborazione della traccia con l’impiego di un DAW (Digital Audio Workspace) È uno strumento che preferisco sia offline, nello specifico io impiego GarageBand. Con voce e microfono registro le parti vocali e le linee melodiche principali: questo crea una struttura estremamente semplice, ma chiara,
da cui far partire il lavoro con l’IA.

Step 2 – prompt & IA magic

La bozza risultante dal DAW diventa un file MP3, che viene inserito nel tool di intelligenza artificiale. Io utilizzo al momento SUNO. La traccia risultante vede la sostituzione di voce e suoni “umani” registrati nella bozza con accompagnamento e canto elaborati dalla IA. Il mio obiettivo in genere è fare in modo che la cover “artificiale” della bozza rimanga nei passaggi principali fedele all’originale.

Piccola curiosità: amo inserire nel prompt per la IA, insieme alle indicazioni tecniche di ritmo, strumenti, riverbero etc. anche informazioni al contorno più fantasiose. Ad esempio: “questo canto viene intonato in un bosco vasto e inviolato, in omaggio alla luna nascente”. Oppure: “È una mattina di nebbia e nostalgia, ma il sole filtra dalle nubi con alcuni raggi dorati”. Il risultato a volte sa sorprendere!

Step 3 – Ritocchi, prove, esperimenti

La traccia creata dalla IA viene scaricata nelle sue singole parti (Stems in formato WAV). Lavorando offline con tool di audio editing (io amo molto Audacity), regolo in modo più fine i volumi e i riverberi, correggo piccoli errori di pronuncia o allontanamenti dal testo originale… ma soprattutto sperimento e mi diverto! Capita a volte che due differenti remix della registrazione originale generati dalla IA in questa fase si mescolino. Oppure che una traccia si allunghi con aggiunte, o venga accorciata con piccoli tagli.

Step 4 – Su il volume!

Da ultimo, il file musicale WAV finale, viene masterizzato. Questo passaggio è importante per avere un suono ripulito ed equilibrato, ma anche per guadagnare volume. Quando si può coinvolgere dei professionisti il brano fa un balzo di qualità, ma per la masterizzazione “fai da te”, mi piacciono i tool Auracle e BandLab.