Il Sognatore (“O Sonhador”)

Riconosco la meraviglia da un fatto semplice: mi lascia senza parole.

Mi fa aperta, presente, lucida. Compie il miracolo di fermare, per un istante, il ruminare dei pensieri. Non si annuncia. É fiore sbocciato nella notte, lampo estivo, tramonto abbacinante. É risveglio improvviso prima dell’alba. Imprevedibile, inesplicabile. Mi coglie impreparata e m’attraversa. A volte m’illumina.

Nella meraviglia mi trovo -miracolosamente- priva d’opinione.

Il drago chiama la meraviglia ‘la soglia del sogno’.
E per incontrarla, dice, occorre svegliare nella coscienza il Sognatore.

Il Sognatore è memoria ancestrale.

Primeva connessione. Risonanza che avvolge la coscienza. É serpente senza inizio né fine. Affiora nelle coincidenze. Nei dettagli ripetuti. Nelle cose uguali in attimi e persone distanti. Parole consonanti, sinestesie, risposte che giungono per domande non formulate. É l’incontrarsi degli antipodi per il tramite della coscienza.

Il Drago mi insegna il Sognatore senza alcuna meditazione. Senza movimenti o respiri. Non occorre. Me lo addita nelle cose quotidiane. Lo stesso gioiello indossato da due sconosciuti, incontrati in luoghi distanti: nella mia coscienza divengono, per quel dettaglio, connessi. Vicini. Analoghi. Il volo della rondine al mattino, alla finestra di casa, ritorna a colpirmi al tramonto. E gli estremi opposti della giornata si sovrappongono, si arrotola tutto il mio tempo odierno. La medesima canzone passa oggi in radio, come nella vacanza dell’adolescenza. Due immagini di me, diverse in tutto, si sfiorano. A tratti sovrapposte.

E gli amori d’ora e di allora, per magia, si riconoscono.

Nei giorni lontani, dice il Drago, gli Dei apparivano agli uomini nel Sognatore.
Davano loro segni, coraggio. Speranza.
E li inondavano di Grazia.


Nasce così il brano “O Sonhador”

Ogni giorno imparo a scorgere le tracce del Sognatore intorno a me.
Leggo i suoi richiami. Scintillano come pietre preziose, colorano di meraviglia i momenti più ordinari della giornata. La sua presenza è sempre morbida, confortante, sfumata tra il sogno e la veglia. Le sue movenze sono fluide. Danza caldo e vicino, avvolto tra l’anima e il cuore.

Questa traccia vuole richiamarne la movenza e la dolcezza.
La risonanza viscerale. Il testo unisce il portoghese (per le sue sonorità a dir poco perfette per questo scopo) e l’antica lingua. Si uniscono senza fatica, danzano e aprono alla meraviglia.



O Sonhador
(Il Sognatore)

Desce suave ao peito
Respira fundo, devagar
Sente o calor do corpo
A noite vem te acalmar

Pousa a cabeça, agora
Descansa no meu cantar
Por hoje, o amanhã
É sonho a se embalar

É um sonho apenas

Abraça-me bem perto
Eu sou o Sonhador
Fecha os olhos no encanto
Eu sou o Sonhador

O Sonhador…

O tempo adormece
Não há onde ir
A estrada de prata
Vem só para te conduzir

Numa só noite
Mora uma vida inteira
Segue-me sem medo
Guarda este sonho

Pra sempre na memória

Abraça-me bem perto
Eu sou o Sonhador
Fecha os olhos no encanto
Eu sou o Sonhador

Adagiati piano sul mio petto
Respira profondamente, lentamente
Senti il ​​calore del mio corpo
La notte viene a calmarti

Appoggia la testa ora
Riposa nel mio canto
Perché l’oggi, il domani
È un sogno da cullare

È solo un sogno

Stringimi forte
Io sono il Sognatore
Chiudi gli occhi incantato
Io sono il Sognatore

Il Sognatore…

Il tempo si addormenta
Non c’è nessun posto dove andare
La strada d’argento
Ti saprà guidare

In una sola notte
Vive un’intera vita
Seguimi senza paura
Conserva questo sogno

Per sempre nella tua memoria

Stringimi forte
Io sono il Sognatore
Chiudi gli occhi incantato
Io sono il Sognatore