Il tempo del mare

Accadono a volte, in me, abissi di mistero. Non li desidero, non li cerco. Somigliano per il mondo alla depressione, all’infelicità, a volte alla rabbia. A me però è sempre importato poco di come il mondo chiama le cose. Il drago mi ha insegnato che ciò che accade nell’anima ha dei nomi speciali, potenti. Nomi che hanno significato non solo per la mente, ma anche e soprattutto per il cuore.

Gli abissi di mistero sono grotte immense e profonde, celate da sempre. Esistono sotto il suolo e sono riprodotti -in scala- anche nel corpo umano. Stalattiti meravigliose li abitano, cristalli, ampie volte prive di cielo. Vi scorreva un tempo l’acqua del mare ed ora la roccia ne trattiene la traccia. Maree immobili e grandi istoriano le pareti, sono abissi attraverso cui scendere. Sempre più giù. Un oceano immobile nella profondità della terra.

Il drago dice che esplorarlo sia come scendere nelle ossa, nelle cavità segrete dello scheletro.

Afferma che l’abisso sia una porta per gli equilibri che reggono il corpo e il pensiero. Sostiene vi siano depositati segreti preziosi, sculture uniche e meravigliose celate nelle profondità. Nessuna luce la sfiora. Nessuna voce risuona. Lì non trascorrono i giorni con il sole e le lune, ma scivolano in un tempo diverso, invisibile eppure reale. Pulsa nei flussi maestosi della roccia come delle ossa. Scivola nel mutare millenario di chimiche e cristalli. Avvolge nel buio le epoche impossibili da contare.

Secondo il drago non è la materia solida che incide la traccia del proprio passaggio terrestre. all’inverso, essa è modellata dall’acqua che la permea.

L’acqua possiede una memoria priva di tempo e contemporanea, dove tutto esiste in eterno e nulla finisce. Non conosce futuro o passato, ma accoglie in sé un esistere ininterrotto, privo di inizio e di fine. L’essenza di ogni epoca e di ogni momento vi scorrono insieme e di questo eterno fluire la materia non è che un canale. Il tocco dell’acqua lambisce ciò che è solido e le cede, passando, una piccola parte di sé. Cosi accade che si modelli una forma. Dall’acqua che fluisce all’interno, appare il contorno visibile. Il solido si fa specchio cristallizzato dell’eterno che scorre. Una fotografia senza epoca, fissata nella materia.

È accaduto all’inizio, nell’utero liquido dei primordi e di ogni gestazione. Per questa ragione -quando il tempo è giusto- si spalancano ancora gli abissi nel profondo di me. Li avverto nascermi dentro come fratture improvvise. Fenditure interiori che aprono varchi verso spazi mai visti. Non so per quanto l’acqua mi abbia lambita. Non so da quando il suo abbraccio mi ha modellata nelle parti nascoste di me. Forse per anni ha sciolto certezze di pietra. Forse ha scavato fessure, consumato e aggregato disegni e solchi. E all’improvviso si mostra.

E io non posso scegliere, se non di entrare. Mi immergo nel buio e scendo nell’abisso che ho dentro. nel tempo del mare.

Il drago mi guida a respirare nel fondo del ventre. Parte dall’ombelico e scende in profondità. Nel tratto finale della spina dorsale richiama un poco alla volta la forma dei serpenti, dei pesci, delle code possenti degli antichi abitanti del mare. Memorie biologiche di epoche acquatiche. Il corpo si fa più vivo, il cuore spinge la marea del sangue e dell’ossigeno come correnti di un oceano interno. Allora le seguo. Nuoto nel flusso che mi attraversa. Viaggio negli arti, nei capillari, nei miei organi e nelle cavità. Nel flusso primevo sento il ricordo senza tempo di me. Mai nato. Mai invecchiato. Eterno.

Lì c’è guarigione, dice il drago. C’è il riferimento, la stella polare per ritrovare equilibrio. Lì c’è speranza.

Lascio brillare attraverso di me il senza tempo. Mi porta l’onda del respiro e del cuore, di tutta l’acqua che ho in corpo. Mi lascio modellare così da prendere una forma nuova. Più vicina al suo sapere, un poco più simile a me. Con fiducia, con delicatezza, con coraggio. E senza mai sapere come, pian piano ritorno. Dall’abisso riemergo. Ritrovo, ancora una volta, la superficie.


Ascolta il canto del drago nato da questo ricordo del cuore

i Canti del Drago
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