La nostalgia è misura del coraggio
Della nostalgia ci insegnano a parlare al passato. Mancanza di ciò che non c’è più. Rimpianto. Luoghi e volti andati.
Io però del passato ricordo poco (chi mi conosce lo sa fin troppo bene). Le immagini di ciò che ho vissuto spesso non so dire se siano di questo mondo, dei sogni, d’altrove. Avvenimenti, nozioni e luoghi non restano nitidi a lungo, spesso neppure quelli importanti. Il mio passato somiglia a un fiume veloce, dalle increspature mutevoli. É forma intravista nelle nuvole e poi subito dissolta. Se la nostalgia appartenesse al passato, io ne sarei -miracolosamente- libera.
Eppure anch’io sento il dolore di un richiamo che mi rivuole a sé. Non mi risparmia. Anch’io vivo la ricerca d’una vita intera sulla scia di una stella da seguire, un sentiero, una traccia verso Casa. La nostalgia non è vincolata al passato. É piuttosto un riverbero di fondo. Un’eco priva di precisa provenienza. Attraversa il tempo insieme a noi, nel passato come nei giorni a venire.
Il Drago dice che la Nostalgia è misura del coraggio.
Più è forte, più il cuore è pronto e determinato a superare limiti, dimenticanze, fatiche. Più si getta per intero alla ricerca dello spirito. Mi consola ascoltarmi così. Quando non trovo un posto. Quando non capisco. Quando non appartengo. Quando immagino di esser sola e senza più energie. La nostalgia mi prova che non è finita. Mi rassicura. Mi garantisce che l’anima, chissà come, si aprirà come sempre il suo passaggio. E io mi fido della nostalgia. Perché da sempre la conosco e la sento con me. Non la combatto. La accolgo.
Mi restituisce la misura di quanto posso credere in me.

