/
L’acqua è l’elemento terrestre in assoluto più misterioso nel suo vivere temporale.
Ciò che per noi è remoto, dice il drago, per il tempo fluido degli oceani e dei mari è vicino. Addirittura contemporaneo. Passato e futuro lo attraversano come correnti. Muovono un’unica onda possente e profonda, priva d’inizio e di fine.
Nel tempo diverso dell’acqua, ogni epoca si fa raggiungibile e può essere contattata.
Per questo l’acqua ha la capacità di ricordare, guarire e trasformare ogni cosa. Secondo il drago, c’è un portale per questo tempo anche nel corpo umano. Un santuario di guarigione e ricordo cui accediamo nel sogno e nell’inconscio fisiologico.
Questo brano nasce per accompagnare proprio lì: all’abisso insondabile dove tutto fluisce. Nel luogo dove tutto cambia, ma nulla è perduto. Nel tempo del mare.
Nota: (In questo brano si sente un rumore di fondo. Non si tratta di un difetto nella registrazione, bensì di un’aggiunta voluta: è il suono di quando si avvicina l’orecchio ad una conchiglia.)
Così discesi nel fondo
Del mare dimenticato
Dove riposano al buio
Le civiltà del passato
Così giù, nel profondo
Fino a perdere il senso
Del tempo, del mondo
Della luce e del giorno
Mi narrava l’abisso
Del suo tempo sommerso
Dove ciò che è finito
Non è mai andato perso
E vidi un tempo diverso
Antichi e possenti dei
Draghi immensi, fenici
Giovani Atlantidei
E vorrei saper raccontare
L’incanto dell’onda eterna
Il magico tempo del mare
Inconcepibile per la terra
La meraviglia ancestrale
Che fluisce nel ventre
Il delicato allargarsi
Dell’istante nel sempre
E vorrei dell’acqua la luce
La memoria libera dal dolore
Portare il ricordo nel cuore
Senza mai doverlo lasciare
E vorrei che il tempo del mare
Mi sciogliesse di dosso la forma
Mi allargasse lo spazio nel cuore
Mi insegnasse ad amare


