Il respiro del sogno
É il tempo silente dell’inverno. L’aria è pungente, piena di sottili rivoli d’energia. Una trama fitta e impalpabile attraversa ogni cosa: é invisibile, eppure appare. Accade al mattino, quando prende forma nei ricami del ghiaccio tra l’erba e tra i rami. Oppure si specchia nel bianco abbacinante di certi pomeriggi, quando il cielo é sconfinato, fatto di nubi e nebbia. La sento pulsare, viva e vibrante. La avverto nel gracchiare secco della cornacchia che riecheggia sul prato. La scorgo nel tramonto vermiglio poco prima del buio. È piena di nomi, colori, possibilità non ancora formate. Notizie nuove da giorni che devono ancora arrivare.
Il Drago dice che l’energia prende un corpo solo alla fine, quando ogni cosa è già stata compiuta. Quando la realtà è in creazione e gli equilibri in divenire, la Vita danza nell’invisibile.

Un figlio nasce quando il suo corpo è completo e può lasciare la madre. Il frutto cade quando giunge a maturazione. La parola si forma quando l’idea è forte a sufficienza da poterla comunicare. Prima di avere forma tangibile, ciò che cresce abita il mondo interiore. Sotterraneo. Rimane nascosto allo sguardo e al pensiero. Simile alle maestose Balene, naviga correnti possenti e canta melodie lente, arcane. Piene di ancestrale, oscura meraviglia.
Per creare ciò che ancora non c’è, il Drago mi ha insegnato che l’anima segue le vie misteriose del sogno. Quando il corpo si abbandona al torpore, la coscienza entra in quello che chiama “il respiro del sogno”. Ha il languore della stanchezza profonda, il silenzio di quando il pensiero si arrende sfinito. Si annuncia con il rilassarsi del fisico nei suoi ritmi più lenti e profondi. Mi ha presa a volte al termine di lunghe giornate. Mi ha incontrata nei labirinti privi di uscita delle mie ossessioni quando la mente era ormai consumata. Mi ha soccorsa nei dolori che hanno sfinito il cuore e il coraggio. All’improvviso, pieno di misericordia, il sogno mi ha avvolta.
Il Drago dice che ogni sogno è un cammino ondulato tra quel che non c’è. È un giardino segreto di frutti mai immaginati.

La sua soglia si stende dove si piega la volontà, dove finisce il potere. Laddove incomincia la resa alla Vita. Allora, nel vuoto sacro della stanchezza, giungono i sogni che sanno creare. La mente al risveglio quasi mai li ricorda, eppure cambiano il mondo. Piantano semi nell’anima che germogliano in nuove realtà. Portano idee mai avute. Atmosfere non ancora assaporate, desideri mai sperimentati. Aprono i sensi a profumi mai colti prima, suoni inauditi. E così, un poco alla volta, svegliano nuovi pensieri.
Come un ricamo finissimo, il sogno terrestre traversa la coscienza con fili e colori mai conosciuti. Porta l’eco di ciò che non appare, ma si prepara. Ricordi di storie che nessuno ha ancora narrato. Bellezze inedite appaiono senza preavviso dentro e fuori di noi. È con il sogno che si rinnova la vita. È con il potere del sogno che rifiorisce la Terra e si risvegliano le creature. Il sogno è il sentiero nascosto che conduce al tempo futuro, alle parti del Mondo mai visitate. Agli incontri che allargano i cuori e i confini di noi.
È con un sogno che ogni cammino incomincia.

Ascolta il canto del drago nato da questo ricordo del cuore

